L'universo e il Paradiso

Sto leggendo l'enciclica di Papa Leone XIV "Magnifica Humanitas" sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale. Dopo aver letto uno dei capitoli, ho chiuso il cartaceo e mi sono preso un po' di relax sul pc, controllo posta, aggiornamenti vari e una "capatina" sui social, Mastodon e poi Facebook. Qui l'algoritmo mi suggerisce subito un reel della immensa e compianta scienziata Margherita Hack. L'intervista verteva sul lavoro della scienziata ma anche sul suo convincimento della non esistenza di Dio. Ho visto più volte interviste di Margherita Hack, ho partecipato anche ad una sua videoconferenza organizzata nel mio comune molti anni fa ma questa volta, nel giro di pochi minuti mi sono trovato a passare dall'enciclica di un Papa ad una intervista di una scienziata che si dichiara atea e non crede all'esistenza di Dio. Due punti diametralmente opposti ma che fanno riflettere.
Una vita dedicata all'infinito, allo spazio, all'universo, una astrofisica di fama internazionale ma fermamente convinta dell'assenza di un Dio.
Dall'altra parte una vita dedicata a Dio, e non parlo solo del Papa che riveste anche le funzioni di capo di stato con tutto ciò che questo comporta, ma delle centinaia, migliaia di religiosi che hanno dedicato e dedicano l'intera esistenza a Dio.
Come possono coesistere due pensieri così distanti che trattano, se vogliamo, lo stesso argomento?
Se chiediamo al Papa come è nato l'universo ci risponderà che è stato creato da Dio, Margherita Hack invece ha affermato che l'universo è nato da pressioni altissime, materia che si aggrega, stelle che scoppiano, buchi neri, galassie che si trasformano e alla domanda "chi ha creato la materia" lei risponde semplicemente "è sempre esistita".
Ora, non si tratta di dare ragione ad uno o all'altro, da una parte c'è la scienza, dall'altra la fede, ma passare nell'arco di pochi secondi dall'enciclica del Papa all'intervista della Hack, un po' di confusione, di domande, di dubbi nascono a tutti.
Siamo qui perchè creati da Dio a sua immagine e somiglianza e quando arriverà la nostra ora alcuni andranno in paradiso, altri in purgatorio e molti all'inferno oppure, come dice Margherita Hack, i nostri atomi vagheranno nello spazio e saranno utilizzati per comporre altra materia, altri pezzi dell'universo?
Sarò un'anima in attesa della resurrezione eterna o i miei atomi faranno parte di un cesso in ceramica montato in qualche casa?
Ho tanto rispetto per quei religiosi che, per un atto di fede, dedicano totalmente la vita a Dio, rinunciando a tanto nella vita, vedo dei preti, frati, religiosi giovanissimi che lasciano tutto e vestono il saio perchè credono totalmente nel Vangelo, ma nello stesso tempo ammiro quegli studiosi che dedicano la maggior parte della loro vita a studiare, sperimentare e fare nuove scoperte che spesso si discostano enormemente da quello che credono i primi.
Forse tutto era più facile 2000 anni fa, dove c'era solo una direzione di pensiero, poca conoscenza e quindi pochi dubbi, ora è più difficile e il futuro credo sia veramente difficile da entrambe le parti. Oggi siamo bombardati da informazioni, input, che lasciano poco tempo alla noia e se proprio non sappiamo cosa fare millemila social ci vengono in "aiuto".
Nella scienza non si crede per un atto di fede, la scienza è scienza e le affermazioni scientifiche sono provate e dimostrabili, in Dio si crede per un atto di fede, ma uno non esclude l'altro.
Un altro grande scienziato, Antonio Zichichi, affermava che: ”Non esiste alcun teorema di matematica che neghi l’esistenza di Dio. Né esiste alcuna scoperta scientifica che neghi Dio. Pertanto, attraverso l’uso più rigoroso della Ragione, e lavorando nell’ipotesi che non esista il Trascendente, si arriva a un risultato chiarissimo: né la Logica Matematica né la Scienza permettono di concludere che Dio non esiste. Non è quindi corretto dire che l’Ateismo ha come fondamento le grandi conquiste della Logica Matematica e della Scienza”.
Alla fine ho deciso che continuerò a leggere l'enciclica del Papa e a seguire la scienza, se Dio esiste lo scoprirò dopo la mia morte, nel frattempo, come diceva Zichichi, non ho prove che Dio non esiste quindi perchè negarlo? Perchè non credere che Dio esiste e che Gesù Cristo non sia stato solo un personaggio storico?
Credere in Dio mi da la speranza che dopo la morte mi ritroverò con i miei genitori, con i miei nonni, con i miei antenati e, perchè no, con i miei animali domestici, tutto questo è un atto di fede, una speranza a cui non mi sento di essere totalmente asettico.
Credere in Dio mi da la speranza che forse un giorno non sarò un cesso.