La politica locale

Seguire le vicende politiche di un paesino di poche anime è un'impresa facile dal punto di vista informativo, ma difficile nel complesso.

Tutti si conoscono ed è difficile non incontrarsi tra le stradine del centro storico o nei pochi bar del paese, che poi proprio pochi non sono in rapporto alla popolazione.

Chiunque sia alla guida del paese raramente è un estraneo, è un amico, è stato un compagno di scuola, i genitori sono amici o i figli frequentano la stessa classe e si frequentano a loro volta. 

In queste piccole realtà la regola che vede la politica distaccata dai rapporti umani è la principale azione di convivenza amichevole, ma contestualmente mette in difficoltà gli abitanti.

Non è raro che durante le campagne elettorali alcune famiglie si "dividano" sul piano politico, padri, figli, fratelli, coniugi, schierati su idee diametralmente opposte.

Ecco che molti preferiscono, durante le campagne elettorali, non farsi vedere in giro, evitare i luoghi di aggregazione e spostarsi nei comuni limitrofi per passare qualche ora in pace, senza che nessuno ti guardi cercando di carpire dallo sguardo quale schieramento voteranno.

Sono le regole dei piccoli comuni, dove tutti si conoscono, tutti contestano tutti, ognuno vorrebbe l'attenzione tutta per se, ma alla fine ci si ritrova tutti nello stesso bar a prendere il caffè insieme.

Trovare il sindaco al bar, chiamarlo per nome e parlare dei problemi del paese con la tazzina del caffè in mano non ha prezzo, immaginate di farlo a Roma o a Milano dove i sindaci girano con la scorta e sono arroccati nei palazzi del potere senza che nessuno li possa avvicinare.

Sono i momenti in cui ci rendiamo conto che forse siamo fortunati a vivere in una realtà dove il sindaco non gira con la scorta, dove si prende il caffè con l'avversario e dove si può discutere con l'assessore beatamente seduti all'ombra di un alberello.